E’ uno di quei giorni che … 

Siamo nel classico, nella malinconia più pura … agli appassionati verranno in mente le parole di Gino Paoli che con Ornella Vanoni cantava “è uno di quei giorni che ti prende la malinconia” … come vedete non siamo solo musica rock, la musica italiana serba grandi poeti, basta ascoltare con un po’ di attenzione …

E’ uno di quei giorni che … non sai da che parte prendere, il mondo attorno ci dà emozioni a non finire. Potremmo parlare di sport (fino a prova contraria siamo una società sportiva, ciclistica per l’esattezza), potremmo discutere di altre cose ma oggi 28 agosto gli argomenti sono tanti … sulla priorità si potrà discutere a lungo … ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

E allora cominciano a getto, con licenza, con la malinconia e con il disordine consapevole che giorni come questi saranno tra i POCHI che potremo vivere.

E non è detto che andiamo per ordine di importanza, la malinconia (per riprendere il tema) fa spazio senza dare precedenze (tanto dagli incroci non escono macchine contromano).

 

TRITTICO VENETO – L’orgoglio nazionale, azzurro, italico e nostrano delle cronometro, bastonate e derise per colpa di tecnici azzeccagarbugli che non indovinano neanche il casello del telepass è stato tenuto alto da Filippo Simeoni, il miglior juniores italiano alla crono del Trittico, battuto solo da due BRAVI sloveni. IL MIGLIOR ITALIANO.

 

ALLIEVI – Vince Federico Guzzo. Già questo meriterebbe la famosa precedenza ma il tutto fa parte delle varie eccezioni cui abbiamo chiesto licenza in apertura. Ma Guzzo è il migliore di un gruppetto di uomini che va all’attacco in casa dei veronesi, i veri padroni 2016 della categoria. Vince e stacca tutti, i metri non gli danno il vantaggio del crono … mah?

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Nel disordine organizzato parliamo di Nicola Peccolo. Il nostro è tornato a casa dopo 93 giorni per percorrere i 10mila km da San Vendemiano a Capo Nord e ritorno. L’intervista cui abbiamo avuto l’onore di assistere meriterebbe una pagina (forse due, probabilmente tre) sul sito, ma l’affetto e gli applausi lunghissimi raccontano come a San Vendemiano ci siamo prima di tutto uomini e passioni per il ciclismo. Poi ognuno sceglie la sua maglia: neroverdi o rossi hanno definitivamente seppellito l’ascia di guerra dello scisma di metà anni 1980. Un po’ tutti avevano ragione (chi di parte non smetterà di sminuire la sua) ma ad attendere Nicola al Borghetto c’erano TUTTI non solo mamma e parenti (con un pensiero alla Pulce Alessio).

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ESORDIENTI – Affaticati per il caldo, non per la trasferta (bastava cadere dal letto per ritrovarsi a Campolongo) ma si sono visti … ARRIVO. Primo Anno: 1. Samuele Mion (Mirano) km 29.7 in 56’40” media 31.447; 2. Sebastiano Carraro (id.); 3. Giovanni Longato (Conscio Pedale del Sile); 4. Lorenzo Arcangelo Zago (Vc San Vendemiano); 7. Leonardo Rovere (Vc San Vendemiano); 8. Igor Andreetta (id.).

 

GIOVANISSIMI – Terzo posto di società a Fonzaso. Vari risultati con l’obiettivo della Coppetta d’Oro. Terzo posto di società.

 

 

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